Chi è l’AD della Bini srl
Luca Giovanni Bini, amministratore delegato e responsabile commerciale, racconta il suo lavoro con le sue parole.
Ho iniziato da ragazzino a lavorare in azienda con mio padre Ugo, quand’ancora l’impresa si chiamava Bini Ugo & Figli srl. Con i nostri mezzi ogni giorno percorrevamo la Porrettana, passando per Pracchia, nel bel mezzo dell’Appennino tosco-emiliano, per poi andare dai fornitori a Bologna a caricare le varie presse di stampati, giornali, rigati… Bologna in quegli anni era stracolma di copie del Resto del Carlino!
A quei tempi la via Emilia e la Porrettana erano piene di osterie a conduzione familiare, che proponevano i prelibati tortellini fatti a mano con il ragù per poche migliaia di lire. Il mondo va avanti e quindi anche noi ci siamo dovuti adeguare alle sfide future.
Nonostante la tanta fatica e i tanti sacrifici, il settore del macero nel dopoguerra è stato veramente interessante. Ricordo ancora mio padre che andava a caricare la carta con una Fiat 615, un piccolo autocarro che veniva caricato a mano e di cui qualche nostro storico fornitore ha ancora qualche reminiscenza. Quel mezzo era così famoso che venne definito «il mezzo del boom economico».
«Ciò che mi piace del mio lavoro è la sua dinamicità e imprevedibilità.»
In quasi quarant’anni di lavoro ho visto il mercato del macero cambiare repentinamente, tra alti e bassi. Il mio più bel successo lavorativo è stato quello di vedere la nostra azienda di famiglia superare i cinquant’anni di storia.
Oggi è difficile immaginare la mia azienda in un arco temporale così ampio, perché il mercato è in continua evoluzione; però mi auguro che il nostro nome continui a essere considerato e rispettato grazie alla correttezza e alla buona reputazione che ci siamo conquistati con tanta fatica e laboriosità in tutti gli anni di attività.
«È necessario lavorare con un grande senso del dovere, avendo sempre rispetto degli altri.»
Ed è proprio questo valore che cerco di trasmettere anche ai miei figli: è necessario lavorare con un grande senso del dovere, avendo sempre rispetto degli altri, anche in un mercato competitivo e aggressivo come quello del macero.